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Foram encontradas 526 questões.

3084405 Ano: 2024
Disciplina: Italiano
Banca: Instituto Access
Orgão: Pref. Domingo Martins-ES
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La sicurezza nell’uso degli apparecchi telefonici

Enunciado 3357720-1

Dicono che esista una specie di paura a restare disconnessi. Guardiamo sempre il telefonino per capire se la batteria durerà o se c’è abbastanza campo per chattare, per comunicare al mondo che stiamo lavorando, mangiando, dormendo o solo per comunicare le nostre banalità!

Dobbiamo per forza far sapere a tutti se amiamo o soffriamo e vogliamo saperlo anche degli altri. Ma dobbiamo farlo proprio mentre guidiamo? Dobbiamo investire qualcuno sulle strisce per mettere un “mi piace” o per trovare una faccina sulla tastiera?

Fermiamoci un attimo, no? Una telefonata non sempre allunga la vita… A volte la taglia.

(https://www.asaps.it/70487- _la_sicurezza_nell_uso_dei_telefonini_alla_guida.html)

Nel primo paragrafo del testo “La sicurezza nell’uso degli apparecchi telefonici”, troviamo la parola “chattare”, la quale, secondo il Vocabolario Treccani, è un verbo intransitivo derivato dalla parola inglese “chat”, che significa “chiacchiericcio”. “Chattare” significa “collegarsi a una chat-line e svolgere attività di chat”. Nel testo, la parola “chattare” potrebbe essere sostituita dal sinonimo
 

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3084404 Ano: 2024
Disciplina: Italiano
Banca: Instituto Access
Orgão: Pref. Domingo Martins-ES
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La sicurezza nell’uso degli apparecchi telefonici

Enunciado 3357719-1

Dicono che esista una specie di paura a restare disconnessi. Guardiamo sempre il telefonino per capire se la batteria durerà o se c’è abbastanza campo per chattare, per comunicare al mondo che stiamo lavorando, mangiando, dormendo o solo per comunicare le nostre banalità!

Dobbiamo per forza far sapere a tutti se amiamo o soffriamo e vogliamo saperlo anche degli altri. Ma dobbiamo farlo proprio mentre guidiamo? Dobbiamo investire qualcuno sulle strisce per mettere un “mi piace” o per trovare una faccina sulla tastiera?

Fermiamoci un attimo, no? Una telefonata non sempre allunga la vita… A volte la taglia.

(https://www.asaps.it/70487- _la_sicurezza_nell_uso_dei_telefonini_alla_guida.html)

Il testo “La sicurezza nell’uso degli apparecchi telefonici” fa parte della campagna dell’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale (ASAPS) contro l’uso del cellulare alla guida. Riguardo al testo e all’immagine usati nella campagna, verifica quali affermazioni sono corrette.

I. Le due domande presentate nel secondo paragrafo del testo sono retoriche e servono a far riflettere sull’argomento della campagna.
II. Non è possibile capire la frase “Un messaggio a volte accorcia la vita” senza l’immagine che l’accompagna.
III. L’immagine di un incidente stradale provocato dall’uso del cellulare alla guida ha la funzione di avvertire il pubblico sul pericolo di questa pratica.
IV. Nel testo, le parole “cellulare” e “telefonino” sono sinonime.
 

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3084403 Ano: 2024
Disciplina: Italiano
Banca: Instituto Access
Orgão: Pref. Domingo Martins-ES
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Enunciado 3357718-1

(https://www.ecodibergamo.it/stories/bergamo-citta/gioco-dazzardo-cresce-ancheunder-18-campo-prevenire-o_1429232_11/)

Nella frase “Se sei un familiare di un giocatore, cerca il sostegno di cui hai bisogno”, l’espressione “di cui” corrisponde a
 

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3084402 Ano: 2024
Disciplina: Italiano
Banca: Instituto Access
Orgão: Pref. Domingo Martins-ES
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Enunciado 3357717-1

(https://www.ecodibergamo.it/stories/bergamo-citta/gioco-dazzardo-cresce-ancheunder-18-campo-prevenire-o_1429232_11/)

Analizzando l’espressione “disturbo da gioco d’azzardo”, possiamo dire che “da gioco d’azzardo” indica
 

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3084401 Ano: 2024
Disciplina: Italiano
Banca: Instituto Access
Orgão: Pref. Domingo Martins-ES
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Passo storico anti-malaria: in Camerun vaccinazione di massa
Stessa scelta in altri 20 paesi nel 2024, 80% vittime under 5
l Camerun è il primo paese ad aver lanciato un programma di vaccinazione su larga scala contro la malaria, in un passaggio che l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha definito "storico". Secondo l'Oms, la malattia trasmessa dalle zanzare uccide più di 600.000 persone all'anno, soprattutto in Africa, con i bambini sotto i 5 anni che rappresentano oltre l'80% dei decessi nel continente.
Il primo a essere stato immunizzato è il piccolo Noah Ngah, di 6 mesi, in un ospedale della città di Soa, a 20 chilometri dalla capitale Yaoundé. Si tratta di uno dei tanti centri di vaccinazione in 42 distretti considerati prioritari all'interno della nazione africana, che conta circa 28 milioni di abitanti.
Il governo ha affermato che il vaccino sarà fornito gratuitamente e sistematicamente a tutti i bambini di età inferiore ai 6 mesi insieme ad altre immunizzazioni obbligatorie o raccomandate. Nel 2024 venti Paesi africani prevedono di introdurre il vaccino nei loro programmi di immunizzazione infantile per arrivare fino a 80-100 milioni di dosi ogni anno entro il 2030. [...]
(https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2024/01/22/passo
-storico-anti-malaria-in-camerun-vaccinazioni-di-massa_835dc4c3-18f0-475b-a6b3-
2dc01b94ca59.html)
Rileggi il sottotitolo della notizia presentata: “Stessa scelta in altri 20 paesi nel 2024, 80% vittime under 5”. La parola “under” non è italiana, ma inglese. Se l’espressione “under 5” fosse scritta in italiano diventerebbe “sotto i 5 anni”. In questa espressione, la classe grammaticale della parola “sotto” è
 

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3084400 Ano: 2024
Disciplina: Italiano
Banca: Instituto Access
Orgão: Pref. Domingo Martins-ES
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Passo storico anti-malaria: in Camerun vaccinazione di massa
Stessa scelta in altri 20 paesi nel 2024, 80% vittime under 5
l Camerun è il primo paese ad aver lanciato un programma di vaccinazione su larga scala contro la malaria, in un passaggio che l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha definito "storico". Secondo l'Oms, la malattia trasmessa dalle zanzare uccide più di 600.000 persone all'anno, soprattutto in Africa, con i bambini sotto i 5 anni che rappresentano oltre l'80% dei decessi nel continente.
Il primo a essere stato immunizzato è il piccolo Noah Ngah, di 6 mesi, in un ospedale della città di Soa, a 20 chilometri dalla capitale Yaoundé. Si tratta di uno dei tanti centri di vaccinazione in 42 distretti considerati prioritari all'interno della nazione africana, che conta circa 28 milioni di abitanti.
Il governo ha affermato che il vaccino sarà fornito gratuitamente e sistematicamente a tutti i bambini di età inferiore ai 6 mesi insieme ad altre immunizzazioni obbligatorie o raccomandate. Nel 2024 venti Paesi africani prevedono di introdurre il vaccino nei loro programmi di immunizzazione infantile per arrivare fino a 80-100 milioni di dosi ogni anno entro il 2030. [...]
(https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2024/01/22/passo
-storico-anti-malaria-in-camerun-vaccinazioni-di-massa_835dc4c3-18f0-475b-a6b3-
2dc01b94ca59.html)
Riguardo ai tempi e ai modi verbali usati nella notizia, segna l’unica opzione corretta.
 

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3084399 Ano: 2024
Disciplina: Italiano
Banca: Instituto Access
Orgão: Pref. Domingo Martins-ES
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Scioglilingua italiani: difficili e divertenti
Gli scioglilingua sono frasi ideate con lo scopo di risultare difficili da pronunciare e tale difficoltà è dovuta nell'uso della ripetizione dello stesso suono o di un ristretto insieme di suoni, che tendono a fare incespicare la lingua o a invertire le parole se pronunciate con una certa velocità. Ripetere gli scioglilingua aiuta a migliorare la dizione esercitando i muscoli e le articolazioni della bocca. Non sono solo importanti nelle balbuzie e nella dislessia, sono un valido strumento per noi tutti, come esercizio per esprimerci al meglio, per affermare il proprio carisma in un discorso pubblico e per qualcuno per allenare la voce di primo mattino.
Il primo scioglilingua, o meglio la frase che più si avvicina a uno scioglilingua, risale all'antica Roma ed appartiene al poeta latino Quinto Ennio; è riportato in un frammento del primo libro degli Annales, che riguarda il ratto delle sabine durante i giochi ed è il seguente: “O Tito Tazio, tiranno, tu ti attirasti disgrazie tanto grandi!”. [...]
(https://www.scuolissima.com/2016/02/scioglilingua-italiani.html)
In base alla definizione di scioglilingua, segna l’unica frase che non è uno scioglilingua.
 

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3084398 Ano: 2024
Disciplina: Italiano
Banca: Instituto Access
Orgão: Pref. Domingo Martins-ES
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Scioglilingua italiani: difficili e divertenti
Gli scioglilingua sono frasi ideate con lo scopo di risultare difficili da pronunciare e tale difficoltà è dovuta nell'uso della ripetizione dello stesso suono o di un ristretto insieme di suoni, che tendono a fare incespicare la lingua o a invertire le parole se pronunciate con una certa velocità. Ripetere gli scioglilingua aiuta a migliorare la dizione esercitando i muscoli e le articolazioni della bocca. Non sono solo importanti nelle balbuzie e nella dislessia, sono un valido strumento per noi tutti, come esercizio per esprimerci al meglio, per affermare il proprio carisma in un discorso pubblico e per qualcuno per allenare la voce di primo mattino.
Il primo scioglilingua, o meglio la frase che più si avvicina a uno scioglilingua, risale all'antica Roma ed appartiene al poeta latino Quinto Ennio; è riportato in un frammento del primo libro degli Annales, che riguarda il ratto delle sabine durante i giochi ed è il seguente: “O Tito Tazio, tiranno, tu ti attirasti disgrazie tanto grandi!”. [...]
(https://www.scuolissima.com/2016/02/scioglilingua-italiani.html)
Prendendo in considerazione quello che dice il testo, segna l’unica affermazione corretta.
 

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3240234 Ano: 2023
Disciplina: Italiano
Banca: UFPR
Orgão: PM-PR
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Avrai bisogno del seguente testo per rispondere alla domanda.

I dati ci dicono che l’Italia non è il Paese più promettente per i giovani (tanti i talenti che formiamo per poi regalare all’estero) e nemmeno per gli imprenditori. Eppure, esiste chi ha entrambe queste caratteristiche e riesce ad avere successo. Anzi, sono sempre di più gli under 35 che scelgono di gettare il cuore oltre l’ostacolo e provare a lavorare come autonomi.

Perché? Perché se è vero che fare i dipendenti dà certo maggiori garanzie di sicurezza, tra entrate fisse, ferie e malattie pagate, è altrettanto vero che troppo spesso, anche se si è dotati e competenti, lo stipendio è tutt’altro che allettante, le possibilità di crescita scarse e poco meritocratiche, la libertà di espressione pressoché nulla. A fronte di nuove tecnologie e boom digitale, poi, il divario generazionale tra i cosiddetti «boomer» e i più giovani «millennial» o «zeta» si è accentuato, diventando foriero di disallineamenti e disarmonie sul modo di lavorare e sui valori di riferimento comuni.

Secondo una ricerca presentata nel 2021 dall'Osservatorio sulla Felicità (associazione «Ricerca Felicità»), infatti, emerge un significativo disallineamento di valori tra aziende e dipendenti, in particolare giovani. Questi ultimi, rispetto alle generazioni precedenti, sembrano chiedere al lavoro un ruolo diverso, socialmente più significativo e che vada oltre la mera funzione di sostentamento personale. Non solo. L'indagine evidenzia che sono proprio i giovani a non vedere riconosciuti in misura maggiore e adeguata i loro meriti.

Si crea così un panorama dove i talenti, magari dopo un primo periodo in grandi aziende che attraggono con la forza del loro nome, anziché restare e crescere all'interno delle stesse, contribuendo all'innovazione, decidono di cambiare strada. Questo vale soprattutto per quelli con le competenze tecnologiche e una mentalità «nativa digitale»: due plus sempre più richiesti dal mercato e di cui c'è sempre più carenza, ma che bisogna essere disposti a pagare e a valorizzare a prescindere dall'età anagrafica. L'idea a cui molte realtà italiane restano invece ancorate è quella del «a una figura giovane non possiamo dare per principio un dato stipendio», che è un po' lo stesso discorso dello stare obbligatoriamente 8 ore in ufficio anche se si è produttivi e si raggiungono gli obiettivi in 6 ore. Si tratta, come sempre, di un quadro poliedrico e composito che al proprio interno contiene storie e motivazioni diverse tra loro.

Tratto da: https://www.vanityfair.it/mybusiness

Una frase che può riassumere il contenuto della seconda parte del testo è:

 

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3240233 Ano: 2023
Disciplina: Italiano
Banca: UFPR
Orgão: PM-PR
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Avrai bisogno del seguente testo per rispondere alla domanda.

I dati ci dicono che l’Italia non è il Paese più promettente per i giovani (tanti i talenti che formiamo per poi regalare all’estero) e nemmeno per gli imprenditori. Eppure, esiste chi ha entrambe queste caratteristiche e riesce ad avere successo. Anzi, sono sempre di più gli under 35 che scelgono di gettare il cuore oltre l’ostacolo e provare a lavorare come autonomi.

Perché? Perché se è vero che fare i dipendenti dà certo maggiori garanzie di sicurezza, tra entrate fisse, ferie e malattie pagate, è altrettanto vero che troppo spesso, anche se si è dotati e competenti, lo stipendio è tutt’altro che allettante, le possibilità di crescita scarse e poco meritocratiche, la libertà di espressione pressoché nulla. A fronte di nuove tecnologie e boom digitale, poi, il divario generazionale tra i cosiddetti «boomer» e i più giovani «millennial» o «zeta» si è accentuato, diventando foriero di disallineamenti e disarmonie sul modo di lavorare e sui valori di riferimento comuni.

Secondo una ricerca presentata nel 2021 dall'Osservatorio sulla Felicità (associazione «Ricerca Felicità»), infatti, emerge un significativo disallineamento di valori tra aziende e dipendenti, in particolare giovani. Questi ultimi, rispetto alle generazioni precedenti, sembrano chiedere al lavoro un ruolo diverso, socialmente più significativo e che vada oltre la mera funzione di sostentamento personale. Non solo. L'indagine evidenzia che sono proprio i giovani a non vedere riconosciuti in misura maggiore e adeguata i loro meriti.

Si crea così un panorama dove i talenti, magari dopo un primo periodo in grandi aziende che attraggono con la forza del loro nome, anziché restare e crescere all'interno delle stesse, contribuendo all'innovazione, decidono di cambiare strada. Questo vale soprattutto per quelli con le competenze tecnologiche e una mentalità «nativa digitale»: due plus sempre più richiesti dal mercato e di cui c'è sempre più carenza, ma che bisogna essere disposti a pagare e a valorizzare a prescindere dall'età anagrafica. L'idea a cui molte realtà italiane restano invece ancorate è quella del «a una figura giovane non possiamo dare per principio un dato stipendio», che è un po' lo stesso discorso dello stare obbligatoriamente 8 ore in ufficio anche se si è produttivi e si raggiungono gli obiettivi in 6 ore. Si tratta, come sempre, di un quadro poliedrico e composito che al proprio interno contiene storie e motivazioni diverse tra loro.

Tratto da: https://www.vanityfair.it/mybusiness

Sui due plus menzionati nel testo e richiesti dal mercato, si può interpretare che:

 

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